Il Southern Centre for Digital Transformation martedì 1 aprile incontra lə autorə di “Tecnologia, politica e società” (Mimesis, 2024).
Intelligenza artificiale, sfera pubblica e autonomia
Salvo Vaccaro, Università di Palermo
Sulla scia della rivisitazione habermasiana della categoria di sfera pubblica in epoca di digitalizzazione sospinta delle società avanzate, ci interroghiamo sull’avvento dell’IA nella vita quotidiana, che implica trasformazioni socio-antropiche non da poco. Come si diventa soggetti politici in un’arena in cui l’orientamento alla “libera” formazione dell’opinione pubblica registra una eteronomia legata al contesto della capacità autonoma di soggettivazione? La simulazione neurale del deep learning che anima i dispositivi di computazione algoritmica riuscirà a sovra-determinare lo scarto tra riduzionismo neuronale e spirito creativo che trascende le operazioni fisiologiche? La tecnologia politica che si affaccia nella sfera politico-elettorale a forza di dati di contesto falsi riuscirà a realizzare le predizioni vantate dagli algoritmi dell’IA? Il ricorso sempre più dilagante all’informazione attraverso dispositivi digitali e di IA, legato al ridimensionamento ormai pluridecennale delle istituzioni formative ad ogni livello educativo, supplirà là dove l’intelligenza naturale sarà resa sempre più asfittica e desertificata?
Rivoluzione cibernetico-digitale e soluzionismo tecnologico.
Barbara Henry, Scuola Superiore Sant’Anna-SSA
La tesi circa l’ineludibilità dell’orizzonte aperto dalle tecnologie cibernetico digitali per il presente e il futuro delle società industriali e post-industriali è la presa d’atto da cui il nostro volume esordisce. Per dare un più specifica e personale connotazione alla tesi, affermerò in primo luogo: 1) la persistenza degli spessori e delle fratture della materialità tanto organica quanto cibernetica in tale orizzonte. In secondo luogo, indicherò come auspicabili: 2) le linee di resistenza al mito imperante della smaterializzazione digitale delle suddette asimmetrie di potere, che sono in realtà attive rispetto alle diverse scale spaziali della politica, nelle quali ambiente, in senso lato, e sistemi tecno-sociali interagiscono e confliggono. In terzo luogo: 3) tratterò per cenni la nozione di ‘sostenibilità digitale’ in quanto esempio di formula presuntivamente risolutiva delle suddette asperità dei livelli di materialità esperibili in relazione alla dimensione cibernetico-digitale (fuori, dentro e attraverso il cyberspazio e i cybernauti). Pur non esistendone una definizione condivisa (4) questo sintagma, come si vedrà per cenni, è stato trasformato in un mantra che in molti casi legittima come incontrovertibili le proposte di mera (si legga: neutrale) gestione tecnologica delle strategie di sviluppo di nuovo conio. Per converso, verranno lumeggiate due configurazioni della nozione di insostenibilità digitale, l’una con effetti più marcati sull’ecosistema, l’altra sulle aggregazioni socio-politiche; ciascuna interagisce con l’altra: a riprova del fatto che tecnologie, ambiente e sistemi sociali sono intrecciati fin dal principio, in una forma non neutrale né tantomeno indolore.
Il seminario si terrà in Aula Ovale alle ore 10.45.
Introduce il prof. Fortunato Musella
Interventi di: prof.ssa Barbara Henry, prof. Salvo Vaccaro, prof.ssa Laura Bazzicalupo, dott.ssa Sara C. Santoriello e dott. Giuseppe Micciarelli
